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La nostra città, come vi abbiamo già mostrato è attualmente medaglia dargento nel triste podio del numero di lucciole tra le città italiane con il 21 del totale, seconda solo alla metropoli milanese e chiunque di noi, prima o poi, è passato in una delle.
Quando scende la notte, in zona Parella comandano loro: le prostitute.
Lungo i cancelli della, fiat di corso Settembrini e corso Unione Sovietica, ma anche in corso Unità dItalia e corso Traian o, moldave, rumene e albanesi poco più che adolescenti chiedono 30 euro per un amplesso fugace sul sedile di una macchina e 50 euro.
Nulla è stato risolto.Una cosa è certa: i residenti sono stufi.La Redazione di Mole24 (Seguici anche su m/mole24torino) Commenti.Già, perché il problema è ben noto visto che da tempo gli abitanti del quartiere avevano sollevato la questione con petizioni, esposti alla Circoscrizione, ecc.Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.Per capire cosa vuol dire convivere con le prostitute sotto casa dalle 22 alle 5 del mattino, bisogna però sentire la voce di chi abita in quel rettangolo dellamore a pagamento: «In un isolato se ne contano anche sette.Per salvare o visualizzare le tue Ricerche devi accedere all'area I miei annunci.Informativa: questo sito utilizza cookie, web beacon e altre tecnologie simili, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con la tue preferenze.E una missione impossibile?Prima di utilizzare i nostri servizi, l'utente è tenuto a leggerle attentamente.
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La mattina, molto spesso, nei parcheggi imboscati o addirittura nei giardinetti è possibile trovare preservativi (usati segni inequivocabili di pipì o vestiti.
Con questa domanda in testa, siamo saliti in macchina ed abbiamo fatto alcune scoperte interessanti.Per avere maggiori informazioni sui cookie e su come modificare le loro impostazioni di installazione, consulta la nostra cookie policy.Unorganizzazione impeccabile, resa ovviamente possibile da chi preferisce chiudere un occhio piuttosto che affrontare il problema.Nei pressi di via Sostegno, ad esempio, pare che vi sia un camper perennemente parcheggiato, a disposizione di coloro che non hanno incontri per adulti rc un automobile ma vogliono consumare un rapporto sessuale.Tutti sanno, nessuno fa niente.Concorrenti agguerriti sono i trans e i travestiti che a Torino hanno preso possesso di un tratto di via Pianezza, di via Ormea, dove sono controllati a vista dalle gang di pusher e spacciatori di ovuli, e circondano il parco della Pellerina.Sia chiaro, non è la sola zona di Torino dove si pratica il mestiere più antico del mondo ma da tanto (troppo) tempo, chi vive nel rettangolo compreso tra piazza piazza Massaua, corso Marche, corso Appio Claudio e corso Monte Grappa lamenta una situazione sempre.In Italia il giro daffari del sesso a pagamento è di circa 90 milioni di euro al mese e, purtroppo, Torino recita una parte da protagonista in questo sordido spettacolo.Se non sei ancora registrato, puoi farlo ora - è facile e veloce: Accedi, registrati, i Preferiti, per salvare o visualizzare i tuoi Preferiti devi accedere all'area I miei annunci.Fa davvero riflettere vedere queste passeggiatrici appena maggiorenni che potrebbero, anzi dovrebbero, stare sulle copertine dei rotocalchi di moda o ad un concorso per diventare Veline ed invece vendono se stesse con noncuranza a uomini che solo pagando possono accedere a cotanto ben di Dio.

Il degradante significato che queste due parole messe insieme fanno assumere alla domanda è ciò che combattono da tempo sia le istituzioni (a partire dalla legge Merlin del 1958 fino alle numerose operazioni contro il traffico di corpi femminili sia i numerosi comitati ed associazioni.
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